Con il termine di terapie fisiche si intende quella branca della riabilitazione che utilizza alcune energie fisiche a scopo terapeutico, in particolare per la cura dell’apparato muscolo-scheletrico e neuro-muscolare, sfruttando le lore azioni antinfiammatorie ed antalgioche, attivando il microcircolo, drenando edemi e versamenti presenti, svolgendo una azione decontraturante e riattivante su fibre muscolari e sul muscolo in generale.

Negli ultimi decenni lo sviluppo tecnologico ha favorito una sempre maggiore diffusione di dispositivi medici basati sull’utilizzo di energie fisiche da applicare nei diversi setting riabilitativi previsti dai percorsi di cura per pazienti affetti da disabilità. Tuttavia, l’evidenza scientifica riguardante tali modalità terapeutiche non è cresciuta di pari passo (sia nella numerosità di studi pubblicati che nella loro qualità metodologica) nonostante nella pratica clinica siano ampiamente utilizzate. Questo può rappresentare un limite relativamente al consenso non solo sulle indicazioni delle terapie fisiche strumentali ma anche sulla loro applicazione e per la loro rimborsabilità nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza considerato che attualmente le decisioni in ambito clinico sono sempre più basate sulle evidenze.

A colmare in parte a questa situazione, ma soprattutto per rivalutare tali comuni Terapie Fisiche contribuisce la recente Pubblicazione delle “Linee Guida per l’uso delle terapie fisiche strumentali nella gestione della persona con dolore muscoloscheletrico” nella Sezione delle Linee Guida Concluse del SNLG, che cosctituisce il punto di accesso istituzionale alle linee guida per la pratica clinica o per scelte di salute pubblica sviluppate per il Servzio Sanitario Nazionale e per decisori, professionisti e pazienti.

Si tratta di una delle 139 Linee Guida ufficialmente riconsciute dall’Istituto Superiore di Sanità, redatta dalla SIMFER (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa), in collaborazione con  SIR-Società Italiana di Reumatologia; FNOFI-Federazione Nazionale degli Ordini dei Fisioterapisti; GISEG-Gruppo Italiano Salute e Genere; APMARR-Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare; Cittadinanzattiva; Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS

Leggiamo la presentazione della Linea Guida citata:

Il documento affronta in modo sistematico il tema dell’utilizzo delle terapie fisiche strumentali nella gestione della persona con dolore muscoloscheletrico, con l’obiettivo di migliorare e standardizzare la pratica clinica, garantire ai pazienti l’accesso alla migliore cura possibile su tutto il territorio nazionale e offrire alle istituzioni e agli operatori sanitari un riferimento fondato sulle migliori prove di efficacia disponibiliTra gli interventi considerati nella linea guida figurano numerose tecnologie utilizzate nella pratica riabilitativa, tra cui elettroterapia antalgica e di stimolazione muscolare (NMES, TENS, PENS, correnti interferenziali), terapie con campi elettromagnetici, terapie con energia luminosa e laser, termoterapia esogena ed endogena (diatermia), crioterapia, bagni a contrasto, radiofrequenze, ultrasuoni terapeutici, Low-Intensity Pulsed Ultrasound (LIPUS), onde d’urto radiali e focalizzate, terapia vibratoria focale e whole body vibration (WBV). La linea guida si rivolge in primo luogo ai professionisti sanitari, in particolare medici fisiatri, fisioterapisti e operatori coinvolti nella gestione del dolore muscoloscheletrico, ai quali fornisce raccomandazioni cliniche basate sulle evidenze per supportare decisioni appropriate e sicure. Il documento rappresenta inoltre uno strumento di riferimento per istituzioni e organismi regolatori, che possono utilizzarlo per orientare i percorsi assistenziali e le politiche sanitarie.