La povertà modifica il nostro patrimonio genetico?

Lo avevamo già segnalato sia in una comunicazione del Febbraio 2017 [in tale occasione avevamo ricordato un paper relativo alla valutazione dei fattori di rischio socio-economico sulla mortalità all’interno di una copiosa Popolazione di oltre 1 milione e 700.000 Pazienti arruolati in quasi tutta Europa] che in una seconda segnalazione del Settembre 2017 [in cui veniva riportato un Comunicato Stampa dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità), dal titolo: Bassa Istruzione, Stress e Povertà danneggiano la Salute del Cuore]. Entrambe confermavano come il fattore socio-economico basso rappresenti un indicatore di riduzione nelle aspettative e nella durata di vita.

La segnalazione odierna, sempre sulla correlazione tra povertà e Malattie Umane, è certamente ancora  più importante e, se vogliamo, inquietante: si tratta, infatti, dei risultati di una ricerca scientifica sulla comparsa a livello genomico (il nostro materiale genetico) in relazione allo stato socio-economico, pubblicata sulla Rivista American Journal of Psysical Anthropology.

La povertà lascia il segno sul DNA: sembrerebbe essere il messaggio della pubblicazione citata e che ha stimolato l’interesse anche di alcuni siti giornalistici generalisti. E’ noto come il nostro materiale genetico, presente ed identico in tutte le cellule umane, non sia tutto attivo e funzionante, bensì l’attivazione e l’espressione di ogni singolo gene sia influenzata da vari fattori interni ed esterni (dall’alimentazione allo stress, dalle sostanze tossiche alle infezioni ecc.). Tra i meccanismi biologici che determinano tale espressione vi è la cosiddetta metilazione del DNA, aggiunta di un gruppo metile ad una base azotata del nostro DNA, di per sè sufficiente a modificare l’effettivo ruolo e  l’effettiva espressione di ogni singolo gene. Una differente espressione genetica è in grado di favorire o ridurre la comparsa di alcuni sintomi od alcune patologie.

La ricerca citata ha evidenziato come lo stato di povertà fosse correlato con una metilazione del DNA in oltre 1.500 geni (su un totale stimabile di 30.000-40.000, anche se non tutti correlati alla produzione di proteine e dal ruolo ancora sconosciuto). Tale metilazione si può trasformare, sul piano clinico, in un maggior rischio di sviluppare malattie umane, modificando soprattutto il sistema immunitario e lo sviluppo del Sistema Nervoso. Anche se non risultano ancora chiari i meccanismi che correlano povertà e metilazione del DNA.

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Post n° 290  (05° del 2019) Inserito il  07 Aprile 2019  –  Testo di giuliani gian carlo  –  Foto by pixabay.com

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N.B.: Tali contributi non forniscono indicazioni o consigli medici, ma riportano solo Dati Scientifici provenienti dalla Letteratura Medica, costituiti dai risultati di Studi Epidemiologici e/o Clinici.

 

About the Author:

Giuliani Gian Carlo
Giuliani Gian Carlo [Torino 1957]: Laureato in Medicina e Chirurgia (UniTo 1982) e Specialista in Medicina Interna (UniTo 1989). Tra i Master conseguiti segnalo quelli in "Giornalismo Scientifico e Comunicazione Istituzionale della Scienza" (UniFe 2014) e quello in Nutrizione Clinica (UniCusano 2019) - Medico Responsabile della Medicina LungoDegenza di Villa Iris dal 1996 - Autore/Co-Autore di oltre 60 Pubblicazioni Scientifiche, 5 Volumi sull'Assistenza e 2 Monografie - Progettista di Eventi Formativi ECM Residenziali per le Professioni Sanitarie, avendo organizzato oltre 80 Corsi ECM per Formazione-Sanitaria nel periodo 2011-2019 e collaborato ad altri con proprie relazioni - Cultore di Terapie Non Farmacologiche - Istruttore BLSD Salvamento Agency - Operatore di Training Autogeno ecc. ecc. [Ultimo Aggiornamento: 29/03/2019]