Il Termine Microbiota è ormai utilizzato da decenni, anche se solo negli ultimi anni è diventato patrimonio culturale diffuso nella Popolazione. Con tale termine intendiamo “la Popolazione di microrganismi che colonizza un determinato luogo” (ad esempio un organo, una cavità ecc.). Spesso confuso con il Microbiota, abbiamo l’altro termine, Microbioma, con il quale intendiamo, invece, “il patrimonio genetico che è posseduto dal Microbiota”, vale a dire i geni che è in grado di esprimere.
Ma torniamo al nostro Microbiota, segnalando come l’insieme di tutti i microbi presenti (batteri, funghi, protozoi e, via via fino ai virus) non sono presenti per provocare malattie, bensì per svolgere numerose attività che il nostro corpo non è in grado di svolgere, ad es.: favorire o produrre sostanze che non siamo in grado di sintetizzare (tipo alcune Vitamine tipo la K, l’Acido Folico, alcune del Gruppo B), produrre sostanze che inibiscono la crescita di alcuni germi patogeni, favorire e regolare la digestione degli alimenti, proteggere le funzioni cardio-vascolari, favorire la motilità intestinale, migliorare il metabolismo generale, prevenire malattie degenerative ed altre.
I principali Microbioti sono quelli presenti nell’intestino, nel cavo orale, nei polmoni, nelle cavità uditive, sulla pelle, negli organi genitali, nelle narici ecc. Ogni Microbiota rappresenta la convivenza di numerose e differenti tribù di germi, che vivono in mutualismo e simbiosi generando un equilibrio di tregua e collaborazione tra germi differenti, che può essere alterato da situazioni esterne tipo diete alterate (ad es: ricche di grassi e\o zuccheri), farmaci (dannosi, in particolare, cortisonici ed antibiotici), infiltrazione da parte di Germi Patogeni, stress ecc.
Ogni nostro Microbiota è specifico per ogni persona, rappresentando la convivenza di centinaia\migliaia di differenti microbi presenti in percentuali differenti da una persona all’altra. Ovviamente si riconoscono germi più frequenti nei singoli Microbioti (ad esempio l’Escherichia Coli in quello intestinale), germi favorevoli (ad esempio Lattobacilli e Bifidobatteri intestinali) ed altri sfavorevoli o patogeni (es: Clostridium Difficile ecc.). Dobbiamo inoltre ricordare come nei nostri Microbioti sono presenti germi che quantitativamente superano 8-10 volte il numero delle cellule umane.
Molte sono le Malattie che sono state messe in correlazione con alterazioni del Microbiota (riportiamo, come esempio, una review sulle Malattie Metaboliche). Negli ultimi anni sta aumentando la prescrizione medica dell’Analisi Laboratoristica del Microbiota, esame ancora costoso e dai tempi lunghi.
Ma la news di oggi è la pubblicazione di un interessante studio che segnala la recente identificazione di un nuovo germe intestinale ancora poco conosciuto, appartenente al Genere Turicibacter, la cui caratteristica principale è quella di produrre degli acidi grassi in grado di ridurre e contrastare l’assorbimento delle molecole di acidi grassi sfavorevoli per la salute umana, riducendo così il rischio di obesità, alterazioni metaboliche dei lipidi, nonché diabete mellito e patologie degenerative. Tali batteri potrebbero, così, essere inseriti in Farmaci Integratori. Il grosso limite di questo interessante paper coincide, purtroppo, con l’essere stato sperimentato, finora, solo sui topi.
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Post n° 358 (1° del 2026) – Inserito il 14 Gennaio 2026 – Testo di giuliani gian carlo – Foto pexels.com
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