Da anni è, per Legge Regionale, il Monumento Simbolico della Regione Piemonte, oltre ad aver ispirato Umberto Eco alla creazione de “Il Nome della Rosa” (la migliore descrizione della Abbazia la si trova proprio nell’incipit del romanzo). Stiamo parlando della Sacra di San Michele, posta all’ingresso della Val di Susa (in quel di Chiusa San Michele del Comune di Sant’Ambrogio di Torino), simbolo dell’Architettura e delle spiritualità Medioevali. Da pochi giorni tale Abbazia è anche la copertina del Numero di Novembre di Bell’Italia, con il titolo “L’Abbazia nella Roccia”. Luogo di culto, di cultura, di genio architettonico ma anche maestoso, curioso e talora ansiogeno, tale Abbazia spicca per la sua originalità (architettonico ma anche di posizione), accompagnando il panorama di chi, da Pianezza – Avigliana si dirige verso Susa. La prima impressione che ha il Visitatore è quella di essere in un luogo sì spirituale ma anche magico dominato da un’architettura (come la definisce Bell’Italia) ai limiti dell’impossibile…….La seconda impressione nasconde in realtà una domanda: riusciremo a visitare tale luogo spettacolare, ricco di percorsi difficoltosi, gradini consumati ed apparentemente scivolosi?
La pubblicazione sulla bella Rivista italiana rappresenta anche l’occasione per segnalare la recente apertura al pubblico di un quarto ascensore, che permette di raggiungere comodamente tutti i Livelli dell’Abbazia e tutti gli ambienti dedicati (Biblioteca, Sepolcro dei Monaci, Scalone dei Morti e il Portale dello Zodiaco, Chiesa ed Opere pittoriche, Museo del Quotidiano, antiche sale di Casa Savoia, Rovine e Torre ecc.). Percorsi, Foresterie, Volumi contrapposti, Archi rampanti e tanto altro. Una Visita che stimolerà il nostro interesse e la nostra fantasia…..senza dimenticare come l’Arte e la sua frequentazione contribuisca a migliorare la nostra Salute (specie quella cognitiva).
Post n° 339 (12° del 2026) – Inserito da Giuliani Gian Carlo (prendersicuraonline.it) – Foto: Fanpage – Tag: Arte e Salute